Vetro verde dopo pochi giorni dalla pulizia, ciuffi scuri sulle piante, una patina marrone sul fondo: le alghe sono il problema più comune e più frainteso dell'acquariofilia. Non tutte le alghe sono uguali e non tutte si combattono allo stesso modo: capire quale tipo hai in vasca è il primo passo per risolvere davvero, invece di comprare prodotti a caso.

Prima regola: riconosci il tipo di alga

Le alghe compaiono quando in acqua c’è più luce e più nutrienti (nitrati, fosfati) di quanti piante e filtro riescano ad assorbire. Ma la forma dice molto sulla causa specifica:

  • Alghe verdi in sospensione (acqua verde): alghe unicellulari che colorano l’acqua come un tè verde torbido. Quasi sempre legate a troppa luce o fotoperiodo troppo lungo.
  • Alghe verdi sul vetro e sulle decorazioni: patina verde che si stacca facilmente con una spatola. Comuni e relativamente innocue, segnalano solo un surplus di luce o nutrienti.
  • Alghe brune o diatomee: velo marrone polveroso sul vetro e sul fondo, tipico degli acquari nuovi (entro i primi 2-3 mesi) o con poca luce. Dipendono dai silicati disciolti nell’acqua e in genere spariscono da sole con la maturazione della vasca.
  • Alghe a barba nera (BBA, Audouinella): ciuffi scuri e rigidi, simili a peli, attaccati ai bordi delle foglie o al legno. Sono le più difficili da eliminare e indicano quasi sempre CO2 instabile o troppo bassa.
  • Cianobatteri (alga blu-verde): in realtà non sono alghe ma batteri fotosintetici. Formano una pellicola scivolosa verde scuro o nerastra con un odore di terra o muffa caratteristico, e si staccano in un unico strato. Segnalano quasi sempre nitrati troppo bassi insieme a sostanza organica in eccesso.

Le cause più comuni

1. Troppa luce o fotoperiodo troppo lungo

È la causa numero uno. Un acquario esposto alla luce solare diretta, o con il faretto acceso più di 8-10 ore al giorno, fornisce energia costante alle alghe anche quando i nutrienti in acqua non sono eccessivi. Un timer che spenga e accenda la luce sempre alla stessa ora elimina le variazioni involontarie che spesso scatenano una fioritura.

2. Troppi nutrienti: nitrati e fosfati

Cibo in eccesso, troppi pesci per il volume della vasca o cambi d’acqua poco frequenti fanno accumulare nitrati e fosfati, il “fertilizzante” delle alghe. Un test dell’acqua è l’unico modo per sapere con certezza se il problema è questo: nitrati sopra i 40 mg/l o fosfati sopra 1 mg/l sono già un campanello d’allarme.

3. CO2 instabile in vasche con piante

Nelle vasche piantumate con fertilizzazione CO2, un livello di anidride carbonica che sale e scende crea uno stress nelle piante che le rende meno competitive delle alghe nell’assorbire i nutrienti. È la causa tipica delle alghe a barba nera: meglio un’iniezione costante e moderata che una forte ma discontinua.

4. Acquario squilibrato o troppo giovane

Nei primi mesi di vita di un acquario, il filtro biologico e le piante non hanno ancora raggiunto un equilibrio stabile. Le alghe diatomee che compaiono in questa fase sono quasi fisiologiche e si riducono da sole mano a mano che la vasca matura, di solito entro 2-3 mesi.

5. Poche piante vive

Le piante vere competono con le alghe per la stessa “merce”: luce e nutrienti. Un acquario con poche piante, o con piante in sofferenza, lascia alle alghe tutto il nutrimento a disposizione. Aggiungere piante a crescita rapida (cabomba, egeria, ceratophyllum) è spesso più efficace di qualsiasi prodotto chimico.

Come eliminarle, in base al tipo

  1. Alghe verdi (vetro e acqua): riduci la luce a 6-8 ore al giorno con un timer, fai un cambio d’acqua del 20-25% e pulisci il vetro con una spatola o calamita magnetica ogni settimana per qualche settimana.
  2. Alghe brune/diatomee: nella maggior parte dei casi basta aspettare che l’acquario maturi, pulendo il vetro periodicamente. Se persistono oltre i 3-4 mesi, controlla il livello di silicati nell’acqua di rubinetto usata per i cambi.
  3. Alghe a barba nera: stabilizza il CO2 (iniezione costante, non intermittente), rimuovi manualmente i ciuffi più grandi con una pinzetta e tratta le zone colpite con un prodotto specifico prima di reintrodurre le piante in vasca.
  4. Cianobatteri: oscura la vasca per 3-4 giorni (luce spenta, vasca coperta con un telo), sifona via manualmente la pellicola durante il buio e aumenta la circolazione dell’acqua nei punti morti dove tende a formarsi.
  5. In tutti i casi: introduci pulitori naturali come Ancistrus, Otocinclus o caridine (Neocaridina) se la specie dei tuoi pesci lo permette; mangiano le alghe più tenere senza bisogno di prodotti aggiuntivi.

Prodotti utili

ProdottoA cosa servePrezzo indicativo*
Easy-Life AlgExit 500 mlAlghicida liquido contro alghe verdi filamentose e a barba, sicuro per piante e pesci se dosato correttamente20-22 €
Tetra AlgoStop Depot, 12 compresseCompresse a rilascio lento (4 settimane) contro la proliferazione generale di alghe9-16 €
Sera Algovec 210 gBatteri che competono con le alghe per i fosfati disciolti, azione preventiva più che curativa8-9 €
JBL PO4 Test Set fosfatiKit test per misurare i fosfati e capire se la causa è un eccesso di nutrienti25-30 €

*Prezzi indicativi verificati a ottobre 2026, possono variare.

Errori comuni che peggiorano le alghe

  • Spegnere completamente la luce per giorni (tranne il blackout mirato contro i cianobatteri): senza luce anche le piante soffrono e perdono il vantaggio competitivo sulle alghe.
  • Esagerare con gli alghicidi chimici: un dosaggio eccessivo o ripetuto senza eliminare la causa di fondo (luce, nutrienti) fa tornare le alghe appena il prodotto si esaurisce, e può danneggiare piante e invertebrati sensibili.
  • Pulire il filtro troppo a fondo o con acqua di rubinetto: elimina anche i batteri utili che competono con le alghe per i nutrienti, lasciando campo libero.
  • Ignorare il test dell’acqua: senza sapere i valori di nitrati e fosfati si rischia di agire sulla luce quando il problema reale sono i nutrienti, o viceversa.

Quando preoccuparsi davvero

Le alghe da sole raramente mettono a rischio la salute dei pesci. Vale la pena approfondire con un negozio specializzato o un test completo dell’acqua se:

  • i cianobatteri ricompaiono entro pochi giorni nonostante il blackout;
  • le alghe a barba nera si diffondono rapidamente su piante e decorazioni nuove;
  • i pesci mostrano difficoltà respiratorie insieme a una fioritura di alghe (possibile calo di ossigeno notturno per il consumo delle alghe stesse);
  • i valori di nitrati o fosfati restano alti nonostante cambi d’acqua regolari, segno di un problema a monte (acqua di rubinetto ricca di fosfati, sovralimentazione cronica).

Conclusione

Le alghe in acquario non sono quasi mai un’emergenza, ma un segnale che qualcosa nell’equilibrio tra luce, nutrienti e piante va corretto. Identificare il tipo di alga è il passo che fa risparmiare tempo e prodotti inutili: un timer per la luce, cambi d’acqua regolari e piante vive sane risolvono la maggior parte dei casi senza bisogno di alghicidi. Se stai ancora impostando la vasca, la guida agli acquari per principianti spiega come dosare luce e filtro fin dall’inizio; se invece l’acqua oltre alle alghe è anche torbida, la guida all’acqua torbida aiuta a distinguere le due cose. Per chi punta a un sistema che si autoregola quasi da solo, può essere utile capire come funziona un acquario autosufficiente.

Fonti: AcquaPortal, Green Aqua, zooplus Magazine, AcquarioPro.