Il gatto spinge avanti e indietro le zampe anteriori su una coperta, un cuscino o le gambe del padrone, alternando destra e sinistra: è il movimento che in italiano si chiama "fare la pasta" e in inglese kneading, "impastare". Spesso si accompagna alle fusa. Non è un vizio né un capriccio: è un riflesso che risale all'allattamento e che il gatto adulto continua a usare per motivi diversi. Ecco da dove viene, perché lo fa sulla coperta o su di te, e quando le unghie che accompagnano il gesto diventano un problema da gestire.

Da dove viene il gesto

Il movimento nasce nei primissimi giorni di vita. Il gattino, ancora cieco, preme ritmicamente le zampe davanti sulla mammella della madre per stimolare la produzione e la discesa del latte durante la poppata. Lo zoologo Desmond Morris lo ha chiamato “milk treading” (calpestamento del latte) proprio per descrivere questo gesto.

Il gatto adulto mantiene il riflesso per un fenomeno che i comportamentalisti chiamano neotenia: alcuni comportamenti tipici dei cuccioli restano nel repertorio anche da adulti, soprattutto quando l’animale si sente al sicuro. Secondo VCA Animal Hospitals, una delle principali reti di ospedali veterinari statunitensi, impastare è un gesto che il gatto associa al calore, al cibo e alla sicurezza provati durante l’allattamento, e per questo lo ripete in situazioni che gli ricordano quella sensazione.

Perché lo fa su una coperta o su di te

Non tutti i gatti impastano le stesse superfici allo stesso modo, ma gli episodi più comuni hanno spiegazioni simili:

Conforto e sicurezza. Se il gatto impasta sulle tue gambe o su un divano dove dorme spesso, è perché quel punto è associato a riposo e protezione. È lo stesso principio del gattino con la madre: il gesto segnala benessere, non bisogno.

Marcatura con l’odore. Tra i polpastrelli il gatto ha ghiandole odorifere che rilasciano feromoni, le stesse sostanze che usa quando si struscia con la guancia su mobili o persone. Impastando una superficie lascia il proprio odore, in pratica la “firma” come territorio sicuro. È lo stesso motivo per cui molti gatti impastano sempre gli stessi punti della casa.

Preparare un giaciglio. Un’ipotesi citata da più fonti veterinarie collega il gesto al comportamento dei progenitori selvatici dei gatti domestici, che premevano l’erba alta per appiattirla e creare un punto comodo dove sdraiarsi. Nel gatto di casa lo stesso schema motorio si attiva su coperte, cuscini e tappeti morbidi.

Autocalmarsi. Impastare rilascia tensione: molti gatti lo fanno prima di addormentarsi o dopo un momento di stress, come un modo per tranquillizzarsi. È per questo che spesso il gesto si accompagna alle fusa, anche se le due cose hanno origini diverse (sulle fusa e sui loro significati trovi la guida completa su perché i gatti fanno le fusa).

È un comportamento normale?

Sì. Secondo l’American Animal Hospital Association (AAHA), impastare è un comportamento completamente normale che va lasciato esprimere, non punito né scoraggiato con rimproveri. Riguarda la maggior parte dei gatti, indipendentemente dall’età in cui sono stati svezzati, e non è legato a un’educazione mancata o a un problema caratteriale.

Capita spesso insieme ad altri segnali di gatto rilassato: occhi socchiusi, coda tranquilla, eventualmente le fusa. Se il tuo gatto impasta prima di accucciarsi per dormire, è semplicemente il suo modo di sistemarsi.

Quando diventa un problema (e come gestirlo)

Il gesto in sé non è un rischio, ma due situazioni richiedono attenzione:

Le unghie fanno male o rovinano i tessuti. Durante l’impasto il gatto estende e ritrae gli artigli, e su gambe scoperte o tessuti delicati può graffiare o tirare i fili. AAHA consiglia di non punire il gatto, ma di reindirizzare il comportamento: tieni a disposizione una coperta spessa o un cuscino dedicato proprio a questo, e appoggialo lì quando lo vedi iniziare. Tagliare le punte delle unghie regolarmente (o usare dei copriunghie in silicone) riduce il fastidio senza intervenire sul comportamento.

Il gesto cambia all’improvviso. Se un gatto che non ha mai impastato comincia a farlo in modo insistente, oppure se un gatto abituale smette del tutto, vale la pena osservare il resto del comportamento. Un aumento marcato può accompagnare ansia o dolore (il gatto impasta per calmarsi), mentre una sparizione improvvisa può segnalare malessere generale. Da sola questa variazione raramente basta a preoccuparsi, ma se si somma ad altri segnali — il gatto mangia o beve meno, si nasconde più del solito, non usa più la lettiera — è il momento di parlarne con il veterinario. Per i casi in cui il gatto beve poco o niente, la guida su quando preoccuparsi se il gatto beve poco spiega quali segnali osservare insieme.

Impasta e poi mastica o succhia il tessuto. Alcuni gatti, soprattutto se svezzati molto presto o separati prematuramente dalla madre, impastano e subito dopo succhiano o mordono la stoffa (il cosiddetto “wool sucking”). È un comportamento compulsivo diverso dal semplice impastare: se diventa frequente o il gatto ingerisce pezzi di tessuto, serve una valutazione veterinaria, perché il rischio concreto è un’ostruzione intestinale.

Come rendere il momento più comodo

Visto che il gesto è legato al bisogno di una superficie morbida, alcune scelte pratiche aiutano sia il gatto che la casa:

  • Una coperta o un cuscino dedicati, lavabili in lavatrice, messi nel punto dove il gatto dorme di più.
  • Unghie tenute corte, tagliando solo la punta trasparente ogni 2-3 settimane, oppure un tiragraffi stabile a disposizione per limare naturalmente la lunghezza.
  • Non allontanare bruscamente il gatto mentre impasta: è un momento di relax, interromperlo con uno strattone può creare stress proprio dove dovrebbe sentirsi sicuro.

Conclusione

Fare la pasta è un riflesso che il gatto porta con sé dall’allattamento e che da adulto usa per sentirsi al sicuro, marcare con il proprio odore i luoghi che preferisce e prepararsi un giaciglio comodo. Non va corretto né impedito: l’unica gestione utile riguarda le unghie, con una superficie dedicata e artigli tenuti corti. Un cambiamento improvviso nella frequenza, soprattutto se accompagnato da altri segnali di malessere, è l’unico caso in cui vale la pena parlarne con il veterinario.

Fonti: VCA Animal Hospitals, “Why do cats knead? (Or, the art of biscuit making!)”; American Animal Hospital Association (AAHA), “Is my cat’s kneading normal?”; PetMD, “Why Do Cats Knead?”.