Arriva l'autunno, i viali si riempiono di foglie e frutti, e il tuo cane si mette a raccogliere tutto quello che trova per terra: castagne, ghiande, palline marroni che rotolano. Per lui è un gioco, per te può diventare un'ora di ansia. Il punto è che non tutto quello che cade dagli alberi è uguale: alcune cose sono quasi innocue, altre possono mandare il cane dal veterinario.

Castagne, ghiande, ippocastani: la differenza che conta

Sono tre frutti diversi, che nascono da alberi diversi, e con il cane vanno trattati in modo diverso.

FruttoAlberoPer il caneRischio principale
Castagna (commestibile)CastagnoNon tossica, in piccole quantitàOstruzione intestinale se ingoiata con guscio o a pezzi grossi; pancia in disordine
GhiandaQuerciaTossicaTannini: mal di pancia, vomito, nei casi gravi danno ai reni
Castagna d’India (“castagna matta”)IppocastanoTossicaEsculina: vomito, diarrea, tremori; può danneggiare i globuli rossi

Come riconoscere una castagna vera da un ippocastano

L’errore più comune è scambiare le due cose, perché a prima vista sono simili. Due punti che aiutano:

  • La forma. La castagna è un po’ schiacciata da un lato e termina con una punta; il frutto dell’ippocastano è tondo e lucido, quasi una biglia.
  • Le foglie dell’albero. Il castagno ha foglie lunghe con il bordo dentellato; l’ippocastano ha foglie composte da 5-7 foglioline disposte a ventaglio.

Se non sei sicuro di che albero hai davanti, tratta il frutto come pericoloso e allontana il cane.

Il cane può mangiare le castagne?

Le castagne commestibili non sono tossiche per il cane. Puoi concedergli un piccolo assaggio, se sono:

  • cotte (bollite o arrosto), mai crude in quantità;
  • sbucciate, senza guscio né la pellicina interna;
  • senza sale, zucchero, burro o spezie (niente castagne dei banchetti o dei dolci).

Ma sono un premio occasionale, non un pasto. Sono ricche di amido e di calorie, e in un cane che ne mangia troppe compaiono facilmente vomito e diarrea. Il rischio più concreto non è la tossicità, ma il guscio e il riccio: se il cane li ingoia possono lesionare l’apparato digerente o, nel peggiore dei casi, causare un’occlusione. Inoltre i ricci si infilano tra i cuscinetti e nel pelo, e possono ferire.

Se il tuo cane ha mangiato troppe castagne e ha la pancia in disordine, leggi cosa fare nella nostra guida alla diarrea nel cane.

Le ghiande: piccole ma insidiose

Le ghiande e le foglie di quercia contengono tannini, sostanze che in grandi quantità irritano lo stomaco e l’intestino. Le ghiande ancora verdi ne hanno di più, quindi sono le più rischiose. I sintomi possono comparire subito o anche dopo circa 24 ore:

  • vomito e diarrea;
  • dolore addominale, cane piegato o che non vuole essere toccato;
  • letargia, inappetenza;
  • nei casi più gravi, danni ai reni.

C’è poi un secondo rischio, puramente meccanico: una ghianda intera o pezzi grandi possono bloccare l’intestino, specie nei cani di piccola taglia. Un cane che ne mangia una sola non si ammala per forza, ma se ne ha mangiate parecchie, o se la taglia è piccola, meglio sentire il veterinario.

Ippocastano: il più pericoloso dei tre

I semi dell’ippocastano contengono saponine e glicosidi, soprattutto l’esculina, che possono causare la rottura dei globuli rossi. Chiamarle “castagne matte” non è un modo di dire: sono tossiche anche per l’uomo.

I sintomi tipici sono:

  • salivazione abbondante e vomito;
  • diarrea, a volte con sangue;
  • dolore alla pancia e irrequietezza;
  • perdita di appetito;
  • barcollamento e tremori muscolari nei casi più seri.

Di solito compaiono tra 1 e 6 ore dopo l’ingestione, ma possono farsi attendere fino a 2 giorni. Per questo, se sai che il cane ne ha mangiate, non aspettare di vedere come sta: chiama subito il veterinario. Anche i semi grandi, come per le ghiande, possono ostruire l’intestino.

Cosa fare se il cane ha mangiato qualcosa

  1. Portagli via subito quello che resta e controlla la bocca: se vedi pezzi di guscio o di riccio, non infilare le dita in profondità.
  2. Non provocare il vomito e non dargli rimedi casalinghi (olio, latte, carbone) di tua iniziativa: solo il veterinario sa se ha senso.
  3. Chiama lo studio o il pronto soccorso veterinario, dicendo che frutto era (o una foto), quanto ne ha mangiato, da quanto tempo, peso e razza del cane.
  4. Porta con te un campione del frutto o una foto dell’albero: aiuta a capire con cosa hai a che fare.
  5. Osserva il cane nelle 24-48 ore successive, anche se sembra stare bene.

Il veterinario potrà visitarlo, valutare se è il caso di fare accertamenti e decidere la terapia, che nei casi di gastroenterite comprende spesso digiuno breve e reidratazione con fluidi.

Come evitare il problema durante le passeggiate

Vietare tutto è impossibile, ma si può ridurre molto il rischio:

  • Insegna il “lascia” e il “no”. È il comando più utile in autunno. Premia il cane quando molla l’oggetto e viene da te: trovi le basi nella guida all’addestramento del cucciolo, che valgono anche per gli adulti.
  • Tienilo al guinzaglio nei viali alberati, soprattutto sotto querce, castagni e ippocastani. Per i cani golosi che raccolgono tutto, la pettorina con una lunghezza corta è più utile della corda lunga.
  • Occhio ai giardini e ai parchi cittadini: gli ippocastani sono comunissimi nei viali di città.
  • Scegli i percorsi giusti: un prato aperto è più sicuro di un bosco pieno di frutti.
  • Se il tuo cane è un “aspirapolvere” cronico, valuta con il veterinario o con un educatore l’uso di una museruola a cestino: lui respira, beve e ansima normalmente, ma non può ingoiare quello che trova.
  • Controlla le zampe a fine passeggiata. Ricci, spine e schegge si infilano tra i cuscinetti: se il cane si lecca continuamente le zampe, leggi perché il cane si lecca le zampe.

Quando andare dal veterinario

Vai subito, senza aspettare, se:

  • sai o sospetti che abbia mangiato ippocastani, anche se sta bene;
  • ha mangiato molte ghiande, specie se verdi, o è un cane piccolo;
  • vomita più volte, ha diarrea con sangue o è molto abbattuto;
  • ha la pancia dura o dolorante, o tenta di vomitare senza riuscirci;
  • compaiono tremori, barcollamento o troppa salivazione;
  • non fa più cacca e non mangia da diverse ore dopo aver ingoiato un frutto intero.

Meglio una telefonata in più: per questi problemi il tempo conta, e la terapia è molto più semplice se si interviene presto.

Conclusione

In autunno il vero pericolo non sono le castagne “buone”, ma quelle scambiate per tali: l’ippocastano e la ghianda sono da tenere lontani dalla bocca del tuo cane, mentre una castagna cotta e sbucciata, ogni tanto, non è un problema. Con un buon “lascia”, un guinzaglio a portata di mano e un occhio agli alberi che hai sopra la testa, le passeggiate tra le foglie restano quello che devono essere: un piacere per te e per lui.

Fonti: Ticino Animal Hospital (intossicazione da ippocastano), Wamiz, Amore a quattro zampe, Petme, Federfarma Piacenza, Ambulatorio Veterinario Tovoli Cigagna (pericoli autunnali per il cane). Contenuto informativo, non sostituisce il parere del veterinario.